January 2012
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Detesto le persone che sono scortesi. Davvero eh. Soprattutto quelle che sono sistematicamente scortesi. La scortesia mi ferisce anche se non dovrebbe, le parole - da sempre - mi rimangono incollate addosso come insetti sulla carta moschicida anche se io mi dimeno e dico sció sció.
Qui nevica, e finalmente sembra inverno. Nella mia nuova casa ho delle finestre grandi sul tetto attraverso le quali vedo le stelle sdraiata sul divano.
Quando sono in macchina da sola e non mi vede nessuno canto che l’amore é una cosa semplice insieme a Tiziano Ferro: mi vergogno un po’, ma solo poco. Soprattutto quando guido vicino al fiordo ed ho segretamente paura dell’acqua.
Ho scoperto che al lavoro c’é un bagno nascosto, usato solo dalle signore delle pulizie. Ovviamente profuma sempre di disinfettante ed io mi ci infilo dentro sperando che nessuno mi veda.
Sto guardando Mad Men. Negli anni ‘60 le donne erano cosí leggere e graceful. Mi sento un brutto gorilla a confronto e la cosa mi ingrigisce.
Domani vado a cercare una tastierina, ora che ho spazio per ella. Cosí posso dire anche io this is my piano, she speaks for me.
Richard Yates (via luceludo, hollywoodparty)
È che faccio finta di aver da fare. Ma son qua. La domanda di questi giorni è se salvare 5 anni di scritti dall’oblio o lasciare che ci cadano e basta.
Ah, a parte le circostanze tragiche credo che la mia nuova parola preferita sia biscaccina.