E poi ad un certo punto divento adulta e mi arrovello su come pagare il leasing della macchina nella modalità migliore. Ed ho un consulente che spingendo gli occhiali sulla punta del naso mi chiede come preferisco investire i soldi della pensione, se con grande rischio o con minimo rischio. Io faccio finta di avere tutto sotto controllo e mentre dico ‘Minimo rischio’ col tono di chi ha appena salvato una nazione da un imminente attacco penso che la parola pensione mi fa venire in mente solo alberghi forgiati di singola stella sulla costa tra Rimini e Cesenatico, con di fronte quegli ombrelloni a pelo lungo scoloriti dal sole ed i ‘bagni’ con la parola ‘azzurro’ inclusa nel nome.
Questo finesettimana torno in Italia un attimo per incontrare amici della mia vita precedente olandese: una messicana, un germanico ed un portoghese. E tra l’altro visto che passa di lí in vacanza, pure un mio amico della mia vita corrente danesica, un flippino cresciuto a nuova yorke. Andremo a bere spriz alla biennale di Venezia ed io me ne rallegro.
Per il resto non c’è molto altro. Ciclicamente mi rendo conto che non sono strutturata per andare alle feste, anche se ci vado lo stesso. C’é sempre un momento esatto nel quale vorrei poter lasciare la conversazione a metá, accendere la luce e dire: vi amo tutte, persone che siete alla festa, ma ora vado a letto, ciao. Vorrei che si potesse fare senza inventare una scusa, senza i tiraemolla del madai, madovevai, maresta. Vi amo tutti - e lo penso davvero eh -, ma ora voglio solo andare a casa a leggere un libro e disegnare baffi sulla faccia in copertina della Settimana Enigmistica sporcandomi il dorso della mano. Quindi prendi la mia birra mezza vuota, ti bacio in fronte e via.
Uffa, qualcuno cambi le convenzioni sociali.
Ah, poi sto lavorando per avere della gloria. Ma è una cosa ancora mezza segreta, quindi non te la posso raccontare, internet.