February 2011
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Sudare in palestra ascoltando i Chemical Brothers.
Mangiare combinazioni nuove di gusti.
Sedere su un treno affollatissimo da sola, tra un soldato impettito e un vecchio viaggiatore abbracciato ad un thermos di caffè.
Bere prosecco al dodicesimo piano, su un’altalena.
Passare il primo esame di danese.
Leggere Daria Bignardi in una pasticceria luccicante.
Accorgersi che l’italiano a volte scivola via dalle dita.
Ridere tanto con la vicina di banco.
Avere una faccia a macchie come la Pimpa e farsela schiaffeggiare dal vento scandinavo.
Tornare a casa e dare da bere alle piante. Sforzarsi di bere più acqua.
Comprare una cartina, trafiggerla con puntine nei luoghi già visitati.
Realizzare l’urgenza di vedere cose, stringere mani, addormentarsi nei prati.
Perdersi, ritrovarsi, avere paura, chiudere gli occhi, sorridere, carry on.
La felicità deve costare poco… perché se è cara non è di buona qualità.” —R. Benigni (via clairefisher)