ah, grazie! :)
Un abbraccio a te!
ah, grazie! :)
Un abbraccio a te!
Tutti i ricordi dovrebbero essere salvati in formato digitale. Così da poterli classificare in cartelle ed archiviare in hard disks esterni. Che i pezzetti di carta, le fotografie, i nastri hanno il brutto vizio di saltare fuori dai cassetti quando pare a loro per graffiare un po’ la pelle e poi scappare via di nuovo da dove sono venuti.
Quando traslochi ti accorgi di come sarebbe bello non avere quasi niente, giusto un paio di mutande e un paio di calzini da alternare a quelli che si ha addosso.
E invece No, qui ora mi tuffo di nuovo nel marasma e via, verso una casa nuova di zecca.
Meno male che ci sono i libri. E i musei. E le macchine fotografiche. E le sciarpe. E le tazze di tè. E i treni affollati nei quali immergersi trattenendo il fiato per un paio d’ore.
La mia stanza di 16 metri quadrati è piena di scatole, ci zigzago accanto per tuffarmi nel mio lettino peruno. Ho la pelle secca che mi dà fastidio. Sento forte il bisogno di comprare un grande tavolo intorno al quale riordinare le idee e sporcarmi le mani.
Judith Thurman (via thresca)
vero.
(da una poesia di Bukowski)
Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.
Così… Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:
il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile:
e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare,
più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non si ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo.
Alessandro Baricco, Oceano mare.
(Che poi quando gli parte la vena poetica - a Baricco- non è che mi piaccia. Anzi, ne ho pure ridacchiato in passato. Però questo pezzo, ecco.)